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Mostri e prodigi dell’India nella Cosmografia di Münster

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Sebastian Münster (1488-1552) è stato cartografo e cosmografo ebreo. La sua Cosmografia del 1544 è la prima descrizione del mondo in lingua tedesca e un’opera basilare per il pensiero geografico europeo del XVI secolo, che ha esercitato una grande influenza per oltre duecento anni. Il trattato ebbe una considerevole fortuna e fu uno tra i libri più letti del tempo: tra la data di prima pubblicazione e il 1628 si sono susseguite circa 40 edizioni. Il materiale raccolto da Münster è di tre tipi: fonti letterarie, manoscritti con descrizioni delle campagne e dei villaggi, e infine l’esperienza dei suoi viaggi, principalmente in Alsazia, Svizzera e Germania sud-occidentale. L’opera contiene non solo le mappe più recenti di molte tra le più grandi città, ma include anche una quantità enciclopedica di dettagli sul mondo più e meno conosciuto; oltre alle famose mappe, il testo è cosparso di narrazioni visionarie, dense ed energiche, su principi e re di terre lontane, usi e costumi, flora e f…

Eìs Apóllona

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La descrizione di Apollo richiede stile sublime: un’elevazione al di sopra di tutto ciò che è umano. La citazione è di Winckelmann ed è riportata da Walter Otto (Gli dèi della Grecia, 1944) il quale, a proposito del luminoso figlio di Zeus, scrive: «Apollo accanto a Zeus è il dio greco più significativo [...], è impossibile immaginare che egli possa comparire senza dar prova della sua superiorità». Le sue manifestazioni sono grandiose, la sua voce risuona con la maestà di un tuono e chi lo incontra non solo ne è intimamente scosso, ma risente nella sua potenza tutta la caducità dell’esistenza terrena.
Misterioso, inavvicinabile Iconicamente la raffigurazione classica più appropriata, secondo Otto, è la statua in marmo di Apollo sul frontone occidentale del tempio di Zeus ad Olimpia (471-456 ca., ora custodito al Museo archeologico di Olimpia), e ce ne fornisce un’appassionata descrizione. Il dio compare all’improvviso tra la folla in tumulto e tende un braccio per intimare la tregua: …

Coscienza orgasmica e attivazione estatica: nuove teorie neuroscientifiche sulla sessualità femminile

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Si aprano le porte della percezione. La letteratura medica sembra aver gettato luce sulla natura complessa e “misteriosa”, sebbene ben documentata nella storia degli studi, del riflesso orgasmico femminile, considerando che la descrizione di alcune zone erogene nella struttura profonda dell’area pelvica e vaginale è stata riportata nei manuali solo di recente. L’orgasmo femminile può essere stimolato in 63 modalità, per un totale di 16.283 combinazioni possibili di fattori che forniscono input complementari al cervello. Si tratta di una reazione psico-ormonale che coinvolge un gran numero di muscoli volontari e involontari e durante la quale si riscontrano importanti alterazioni fisiche: tachicardia, aumento della pressione venosa e arteriosa, iperventilazione, sudorazione, tensione ed estensione muscolare, vasodilatazione, sex flush (arrossamento della pelle), oltre che acuti effetti antidepressivi, ansiolitici, miorilassanti e allucinogeni (cfr. U. Sayin, Doors of Female Orgasmi…

Dèmoni, come riconoscerli, come liberarsene. Recensione a “Esorcismi: istruzioni per l’uso”

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L’apertura è una nota di metodo: l’argomento, per quanto bizzarro o controverso, è oggetto di una disamina rigorosa, ordinata ed equilibrata. A partire dalle fonti: oltre a quelle “dirette”, tutte le indicazioni sulla liturgia, i salmi e le orazioni sono tratte dalle Norme canoniche e dal Rituale romano dell’esorcismo maggiore la cui stesura finale, dopo il Concilio di Trento, ha richiesto molte revisioni e modifiche. I riferimenti fondamentali sono le Scritture, in particolare i Profeti, e i passi dove si accenna agli “angeli caduti dal cielo” che hanno poi costituito un modello per la tradizione successiva. Esorcismi, istruzioni per l’uso (Terre Sommerse, Roma 2018) è una sintesi teorico-pratica su “tutto quello che avreste voluto sapere su...”, arricchita da ricostruzioni storiche, richiami bibliografici e appendici. L’autore, Marcello Pistolini, non è nuovo a questi argomenti “infernali”: laureato in Storia delle religioni con Gilberto Mazzoleni e interessato allo studio dei nuovi…

Salem, tutti assolti

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Il processo alle “streghe” di Salem, colonia inglese del New England, ha inizio il 2 giugno 1692. Un crescendo di accuse si scatena nella piccola comunità di fede puritana a partire dagli strani comportamenti di due giovanissime, le quali iniziano a tessere una rete di sospetti virali fino all’istituzione di un tribunale ad hoc il 27 maggio 1692. La vita nella colonia era regolata da codici ferrei. Chiunque manifestasse comportamenti stravaganti o non comuni era ritenuto colpevole di scatenare l’ira del Signore e durante tutto il XVII secolo chi non frequentava regolarmente la chiesa era considerato un reietto o tabù. La presenza del diavolo era ritenuta una verità assoluta, Satana stesso un’entità reale.

La cieca paura giocò un ruolo determinante nelle vicende di Salem. Dopo l’abolizione del tribunale, molti esponenti della comunità sentirono di dover esprimere scuse pubbliche, tra questi Samuel Sewall, unico giudice della corte a manifestare rimorso per la morte di vittime innoc…

Dal caos al cosmo. Inno orfico a Zeus (testo greco)

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Questo inno (frammento 21 a dell’edizione Kern), dove Zeus viene identificato con un Essere diffuso e operante in tutte le cose, è anteriore con ogni probabilità al IV sec. aev, in quanto riportato in un corpus di opere di Aristotele; anzi doveva essere ritenuto antico già a quel tempo, se Platone (Leggi IV 715) lo definisce παλαιὸς λόγος (lo scoliaste ne riporta i vv. 2-3): «Uomini, il dio, come recita anche l’antica tradizione, avendo in sé il principio, la fine, e il mezzo di tutte le cose che sono, compie perfettamente, secondo la sua natura, un moto circolare». Lo stile risente della liturgia orientale (si veda la ripetizione del nome) e non ha nulla in comune con gli inni arcaici (Esiodo e Omero) dove vengono descritte la nascita e le peculiarità del dio. Qui sono riportati i suoi attributi, secondo formule misteriche ben attestate. Il metro è in esametri dattilici, la lingua è il dialetto ionico letterario attenuato nella κοινή attica.

Testo, traduzione e interpretazione da C. …

I demoni di Gilles de Rais

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Vissuto come un mostro, morto come un santo. Gilles de Rais (o de Retz secondo altra trascrizione, 1404-1440) fu uomo bizzarro, forte e maestoso, prodigo, inquieto, intrepido luogotenente di Giovanna d’Arco durante la guerra dei Cent’anni contro l’Inghilterra; fregiato col titolo prestigioso di maresciallo di Francia a soli 26 anni, la storia gli avrebbe assegnato un posto da eroe se non se ne fossero scoperte le macabre orge, i riti di magia nera, le evocazioni demoniache e gli abominevoli infanticidi che egli stesso con meticolosità ebbe a confessare nel corso del processo, divenendo l’infame par excellence nella tradizione popolare che lo ha identificato con il “più accettabile” (ed eterosessuale) uxoricida seriale Barbablù – ben lontano dall’essere una fiaba per i più piccini, ha tramandato nel corso dei secoli, in particolare attraverso la versione di Charles Perrault, la memoria delle orribili violenze che si sono consumate per oltre otto anni nelle segrete stanze del suo caste…

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