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La magia in una coppa. Incantesimi per la buona e la cattiva sorte

Poco meno di duecento coppe, ciotole di argilla di fattura per lo più grossolana databili non più tardi al VII sec ev, decorate al loro interno con delle iscrizioni in aramaico giudaico-babilonese di cui ne è stata decifrata circa la metà. Si tratta di una collezione unica, una testimonianza preziosa e rara che documenta un vasto repertorio di formule magiche , esorcistiche e protettive per difendersi dalla minaccia delle oscure forze demoniache. Scritte con inchiostro permanente e seppellite, come d’uso, subito dopo la consegna ai clienti che le avevano commissionate, venivano usate come strumento per affrontare ogni tipo di problema quotidiano, dalle malattie alla cattiva sorte. Coppa magica da Nippur, IV-V sec., via  Wiki commons La magia sepolta Scoperte in area babilonese, insieme a figurine in terracotta, vetro e altri frammenti, le coppe magiche  appartenevano ai discendenti del popolo giudaico condotto in esilio sotto Nabocodonosor e riflettono in maniera immediata le credenze

Sacerdoti e sacerdotesse di Eleusi

Le cerimonie in onore di Demetra e sua figlia Persefone, la fanciulla (Kore) rapita da Ade per farne la sua sposa e regina degli Inferi, erano tra le più importanti feste celebrate fin dai tempi remoti, il cui nucleo mitico è riportato nell’Inno omerico a Demetra. Queste celebrazioni sopravvissero per più di cinque secoli dopo che la Grecia divenne una provincia romana, fino alla completa distruzione di Eleusi da parte dei Goti di Alarico nel 396. Attorno ai cosiddetti Grandi Misteri ruotava un gran numero di sacerdoti e funzionari, consacrati e civili, uomini e donne che svolgevano le funzioni più varie, dalla proclamazione della festa alla spiegazione dei simboli, fornendo indicazioni agli iniziandi rispetto ai rituali cui dovevano sottoporsi prima di entrare in contatto con le divinità. Demetra e il suo sacerdote nella casa del re di Eleusi ( Wellcome Collection ) Il sigillo del silenzio / Svolgimento della festa / I gradi di iniziazione / Lo ierofante / Il daduco o t

Gli scheletri danzanti di Cuma

Nel 1809, un contadino che conduceva gli animali al pascolo nei pressi del lago di Licola, nel comune di Pozzuoli, trovò per caso un sepolcreto. Insieme ai compagni, discese nel piccolo buco praticato nella volta e vi trovò tre scheletri, custoditi dentro altrettanti sarcofagi. All ’ interno del fabbricato, sono stati rinvenuti dei bassorilievi in stucco, ricchi di figure inedite, che ritraggono una rara immagine della sorte dei defunti nell ’ aldilà. Primo bassorilievo da Cuma. Teschi nudi di bellezza Il primo bassorilievo rappresenta una elegante composizione di scheletri danzanti . O meglio, non proprio scheletri, ma ossa ricoperte di pelle.  Dei tre, quello centrale è in una posizione certamente danzante, con la figura poggiata sul piede destro, la gamba sinistra tirata su a formare un angolo acuto con il ginocchio, e il braccio sinistro ripiegato sulla testa in contrapposizione con il destro. I lombi dello scheletro sono ben rimarcati, a indicare che si tratterebbe di  figure femm

Teofania e morte di Pan. Dal Dialogo sul tramonto degli oracoli

Pan comunica la sua presenza ai mortali attraverso prodigi che generano stupore, con parole sussurrate che giungono da lontano o melodie suonate con il suo flauto, senza mai rendere manifesta la sua figura. Così, la causa scatenante delle crisi paniche descritte nella letteratura antica è spesso una voce innaturale, di origine inspiegabile, che provoca spavento e confusione. Antica divinità delle greggi e dei boschi i cui luoghi di culto sono frequentati fin dall’età neolitica, Pan “muore” in un passo di Plutarco (47-127 ev) tratto dal Dialogo sul tramonto degli oracoli , in cui domina con tutta la sua drammaticità la premonizione della fine di un mondo. Peter Paul Rubens, Pan reclining , 1610 ca. ( National Gallery of Art ) Dio d’Arcadia / Una presenza che incombe invisibile / Teofania di Pan / Pan e la crisi del mondo antico / Sulla morte dei daimones / Il grande Pan è morto / Un arcano gemito Dio d’Arcadia Pan, dio dei campi aperti, delle greggi e dei boschi che s

Processo per magia

Romanziere, poeta, avvocato, medico, scienziato, oratore, maestro, filosofo, conferenziere, saggista... per di più bello, elegante, mondano: Apuleio ha 33 anni ed è all’apice della gloria quando subisce un processo in seguito all’accusa di aver esercitato pratiche di magia sulla ricchissima Pudentilla allo scopo di carpirle la dote, e poi anche indicato come il probabile avvelenatore del figliastro Ponziano ( dicunt Apuleio Madaurensi magiae crimine reo ).  Pseudo Apuleio,  Herbarium  o  De medicaminibus herbarum liber , in un manoscritto del XV secolo, via  Wellcome Collection Apuleio platonico e mistico / «Apuleio m’ha stregata» / Processo a un intellettuale / Apuleio naturalista e medico / Leggi romane contro la magia / La difesa / Cos’è un mago? Il processo per magia contro Apuleio di Madaura  (oggi Mdaurusc’, Algeria), giovane e brillante uomo di lettere e di scienze originario dell’Africa latina, autore delle  Metamorfosi   (meglio conosciute con il tit

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