Appunti di Storia delle Religioni

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Sull’attinenza storica dell’arte.
Quattro dipinti sui Nativi Americani

Minnesota, USA. Storici e legislatori si riuniranno in questi giorni per discutere quali dipinti potranno essere esposti all’interno dell’edificio comunale che riaprirà nel 2017 dopo un periodo di restauro. La decisione della commissione è attesa per gennaio prossimo.

In particolare, sono quattro le opere oggetto di discussione, che raffigurano i Nativi Americani.



1. Father Hennepin at the Falls of St. Anthony

Di Douglas Volk, 1905 ca. Padre Louis Hennepin (1640-1701 ca) era un frate dell’ordine dei Recolletti, ramo francese dei Francescani. Compì la sua opera evangelizzatrice nel Quebec e nel Minnesota, dove visse per un periodo tra i Dakota. Tornato in patria nei primi anni ’80 del ’600, si dedicò alla carriera letteraria che gli valse non poche critiche per aver rappresentato le popolazioni native come selvagge e pericolose. Viene ricordato come egoista e vanitoso. Il dipinto di Douglas è oggetto di discussione per la sua scarsa accuratezza storica, in particolare riguardo alla figura di donna (a destra), parzialmente vestita: non era quello l’abbigliamento delle donne Sioux, osserva la rappresentante di Stato Diane Loeffler, con il rischio di reiterare un’immagine falsata e romanzata dei Nativi Americani.



2. The Eighth Minnesota Infantry in the Battle of Ta-Ha-Kouty

Di Carl Ludwig Boeckmann, 1910 ca. Il dipinto ritrae la battaglia di Kildeer Mountain (Ta-Ha-Kouty), avvenuta il 28 luglio 1864, tra l’VIII Reggimento volontario di Fanteria, sotto il generale Alfred Sully, e gli indiani Dakota, nei territori dei quali il reggimento si era spinto durante l’ultimo anno di Guerra Civile per una spedizione punitiva. I 2mila 200 uomini del generale Sully riportarono la vittoria uccidendo altrettanti guerrieri Dakota e Lakota, armati di arco e frecce.



3. Treaty of Traverse des Sioux

Di Francis Davis Millet (1846-1912, morto durante il naufragio del Titanic). Questo quadro era esposto nella sala antistante quella del governatore. Il trattato, stipulato nel 1851, è un accordo con il quale i Sisseton e Wahpeton (Dakota) cedettero vasti territori meridionali e occidentali del Minnesota (24 milioni di acri) al governo statunitense, in cambio di un compenso annuale, perché già da tempo avevano difficoltà a reperire le risorse per il sostentamento della popolazione. In seguito, gli indiani furono trasferiti in una riserva di dieci miglia lungo le due rive del fiume Minnesota e le loro terre furono occupate da oltre 100mila immigrati bianchi.



4. Attack on New Ulm During the Sioux Outbreak, August 19-23 1862

Di Anton Gág, 1904. Il dipinto raffigura l’attacco alla città di New Ulm, Minnesota, presa d’assedio il 19 agosto 1862 da un piccolo gruppo di guerrieri Dakota e nel corso del quale morirono cinque coloni. Il giorno seguente i cittadini si organizzarono militarmente sotto la guida del giudice Charles Flandrau. Fu la più grande battaglia combattuta in una città americana dal 1776, in seguito alla quale New Ulm fu abbandonata tra le fiamme.

Erano guerrieri

Minnesota è una parola Sioux che significa ‘acque torbide’; le popolazioni che abitavano quei territori erano i Sioux, i Dakota e gli Ojibwa (anche chiamati Chippewa). Oggi esistono undici tribù riconosciute, distribuite in altrettante riserve.

Riferimenti: The US Dakota war of 1862; Native American Tribes of Minnesota; MPR News; Minnesota Historical Society.

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