Appunti di Storia delle Religioni

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La chiave per l’Inferno, manuale di magia

Al linguaggio del mito piace giocare con le allusioni. Secondo un’antica tradizione danese, viveva un tempo un uomo comune, uno studente di nome Cipriano, gentile e persino ordinario se non fosse arrivato presso una ‘scuola nera’ in Norvegia dove fu impiegato da Satana in persona affinché mettesse in pratica i suoi insegnamenti e le sue straordinarie facoltà. Ma il suo cuore era puro, e gli ultimi anni della sua vita furono tormentati dal rimorso delle nefandezze compiute: allora scrisse un libro che spiegasse il male per poterlo conoscere e sottomettere, contenente esorcismi e istruzioni per evocare e assoggettare gli spiriti.


Pentagramma.



Il manoscritto del tardo ’700 (a cui appartengono queste pagine digitalizzate dalla Wellcome Library), testo di riferimento di correnti magico-occultistiche del Nord Europa, è firmato Cyprianus e si intitola Clavis Inferni sive Magia Alba et Nigra approbata Metratona (Chiave per l’Inferno o Magia bianca e nera approvata da Metraton).

Scuole sataniche

Nel folklore nord-europeo sono frequenti e molto antiche le storie sull’esistenza di luoghi dove maghi e streghe convengono in gran segreto per apprendere ogni sorta di incantesimi. Gerbert d’Aurillac (946-1003), che divenne papa con il nome di Silvestro II, si dice avesse studiato le arti magiche presso un’università islamica a Cordoba; l’erudito islandese Sæmundur avrebbe frequentato una ‘scuola nera’ in Francia; in Romania si racconta di un’accademia segreta chiamata Scholomance, vicino Sibiu tra le montagne transilvane, e molte altre del genere si sospettava esistessero a Praga, Parigi, Salamanca e persino in Italia si diceva ve ne fosse una a Padova, dove avrebbero studiato i più famosi maghi di tutta Europa come lo scozzese Donald Duibheal Mackey; e ancora Oxford, Cambridge e Wittenburg, dove studia Faust, e alla quale apparterrebbe questo libro-guida (G. Anderson, Fairytale in the Ancient World, Routledge, 2002; T. Pratchett, J. Simpson, The Folklore of Discworld, Random House, 2010).
Copertina con il titolo. Metraton è il nome di un arcangelo menzionato nel cosiddetto Libro di Enoch.

Un incantesimo dall’interno del libro.
Illustrazione in inchiostro nero e rosso del Sigillo di Approbata.

Libri maledetti

Secondo la tradizione tedesca, Cipriano era il nome di un uomo che viveva su un’isola danese, talmente malvagio da essere cacciato persino dall’inferno dopo morto e rimandato sull’isola. Qui scrisse nove libri di incantesimi e stregoneria, e chiunque ne entri in possesso e li legga tutti diviene proprietà del Diavolo.

Nell’immaginario folklorico, il sinistro protagonista si arricchisce di caratteristiche e prerogative di altri personaggi e viene identificato anche con Cipriano di Antiochia, la cui leggenda è rintracciabile nell’omelia di Gregorio Nazianzeno del 379 e già fuso nel mondo orientale con Gregorio di Cartagine, apprezzato più per la fama di evocatore di demoni di cui godeva prima della conversione che per la santità che gli fu riconosciuta dopo il martirio sotto Diocleziano.

Chiunque possieda un suo libro non può più sbarazzarsene: non importa quanto lo bruci o lo distrugga, tornerà sempre indietro. Il solo modo per liberarsene è scrivere all’interno il proprio nome con il sangue, seppellirlo in una chiesa insieme a quattro scellini e sperare che nessuno più lo trovi.

Dal folklore alla letteratura e ai trattati di demonologia e stregoneria, Cyprianus diviene, sul finire del XVIII secolo, uno pseudonimo piuttosto comune dietro il quale spesso si celava un interesse alle arti oscure da parte di esponenti dell’alta società, influente e colta (e supra, D.L. Ashliman, Magic Books: legends from Northern Europe selected and translated, University of Pittsburgh). Ancora in tempi di caccia alle streghe la magia, nei modi e nelle dottrine in cui è stata tramandata dai tempi più antichi tra gli studiosi e gli intellettuali, si prepara a riemergere con vigore nel cosiddetto revival occultista che avrà luogo nella seconda metà dell’’800.


Altri riferimenti: The Key of Hell: An Enlightenment Sorcery Manual, theappendix.net. Per approfondire: S. Fumagalli (ed.), Cipriano di Antiochia: Confessione. La prima versione del mito di Faust nella letteratura antica, Mimesis, 1994; V. Errante, Il mito di Faust dal personaggio storico alla tragedia di Goethe, Sansoni, 1951;

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