Antichi culti secondo una rivisitazione moderna, così rivivrà il politeismo nordico. Sarà ampio 350 mq, potrà ospitare 250 persone e sorgerà su una parete di roccia naturale lungo il “sentiero del sole” tra le foreste di Öskjuhlíð vicino Reykjavík: è il tempio di Ásatrú, la religione neo-pagana che in Islanda conta quasi 300mila iscritti – il 5% di una popolazione che per l’80% aderisce alla Chiesa di Stato luterana.
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Thor sconfigge il serpente Midgard, Henry Fuseli (1790) |
I lavori sono iniziati il giorno successivo l'eclisse solare del 21
marzo e termineranno, secondo le stime dell'associazione, entro la
prossima estate.
Un tempio dopo mille anni
Ásatrú vuol dire “fede negli dèi” (gli
Aesir che, insieme ai
Vanir,
compongono il pantheon sul quale regna
Odino);
è ampiamente diffusa nell'Europa nord-occidentale e in Nord America –
le tradizioni dei Paesi del Nord-est europeo si riconoscono invece nel
movimento lituano
Ramuva. Il suo intento è recuperare la
“religioni degli antenati” che vissero prima della conversione al
Cristianesimo avvenuta tra IX e X secolo ad opera di missionari
provenienti soprattutto dall'Inghilterra.
Proprio nell'anno Mille, a un passo dalla guerra
civile tra cristiani e “pagani”, l'assemblea decise che fosse
somministrato il battesimo a tutti gli abitanti, seppur lasciando che
venissero ancora celebrati, ma solo in forma privata, i riti secondo le
“antiche leggi”. Seguirono politiche più aggressive, fino alla
costituzione di un apparato ecclesiastico vero e proprio nel quale
confluirono i membri delle famiglie più potenti dell'isola, e che nel
giro di un secolo si consolidò in vescovato.
Le antiche tradizioni, tuttavia, non andarono perdute nonostante le
persecuzioni, come quella subìta dai seminomadi Sami (Lapponi),
allevatori di renne del Finnmark, ai quali severi e zelanti missionari
scandinavi proibirono le pratiche sciamaniche (fu bruciato tutto, gli
strumenti, i tamburi, le vesti).
Grazie soprattutto a
Snorri Sturluson, erudito del XIII secolo autore dell'
Edda in
prosa, gli antichi miti norreni furono tramandati e se ne custodì la
memoria. Allo stesso modo, ma molto più tardi e con finalità diverse,
nell'Ottocento il medico e linguista Elias Lönnrot raccolse nel poema
Kalevala
una importante quantità di formule e canti popolari finnici, che
contribuì al sorgere e all'affermarsi della lingua e della letteratura
finlandese e alla sua percezione come popolo-nazione.
Neo-paganesimo moderno
Ásatrú è stato fondato nel
1972 a Reykjavík da un
gruppo di persone che si riconobbero in un comune intendimento: far
rivivere gli antichi miti secondo una rilettura moderna:
Freya sul suo carro trainato da felini,
Thor il campione degli dèi, l'ambivalente
Loki.
Negli anni immediatamente successivi ha ottenuto il riconoscimento da
parte dello Stato. È una religione “etnica” perché è specificamente
orientata verso un
genos, la “stirpe” delle genti del Nord
prima della cristianizzazione; un orientamento “tradizionalista” che non
ha mancato di attirare nelle ultime decadi l'attenzione di correnti
politiche che hanno veicolato il suo messaggio verso una propaganda di
carattere nazionalista.
Proprio per questo, l'associazione insiste nel
dichiarare la sua estraneità a qualsiasi posizione politica; al
contrario incoraggia virtù come l'ospitalità, la libertà e
l'indipendenza, così come le antiche genti erano avvezze al confronto e
al rispetto degli altri grazie alla loro solida tradizione di
viaggiatori.
Felicemente pagani
Il nuovo tempio ospiterà la celebrazione di festività pubbliche e cerimonie private. La sua apertura è una grande prova di
libertà di espressione:
il sito è stato donato dalla città di Reykjavík e al progetto si è
detto favorevole, secondo l'istituto di ricerca islandese, il 49% della
popolazione – all'incirca la stessa percentuale di chi, in un altro
sondaggio, un anno fa si era espresso contro la costruzione di una
moschea: una posizione che impone anche all'Islam qualche riflessione.
Ebbene “un lungo cammino attraverso il deserto è giunto alla fine”, è
la felice chiosa del primo sacerdote e compositore di versi Hilmar Örn
Hilmarsson.