Dèmoni, come riconoscerli, come liberarsene. Recensione a “Esorcismi: istruzioni per l’uso”

L’apertura è una nota di metodo: l’argomento, per quanto bizzarro o controverso, è oggetto di una disamina rigorosa, ordinata ed equilibrata. A partire dalle fonti: oltre a quelle “dirette”, tutte le indicazioni sulla liturgia, i salmi e le orazioni sono tratte dalle Norme canoniche e dal Rituale romano dell’esorcismo maggiore la cui stesura finale, dopo il Concilio di Trento, ha richiesto molte revisioni e modifiche. I riferimenti fondamentali sono le Scritture, in particolare i Profeti, e i passi dove si accenna agli “angeli caduti dal cielo” che hanno poi costituito un modello per la tradizione successiva. Esorcismi, istruzioni per l’uso (Terre Sommerse, Roma 2018) è una sintesi teorico-pratica su “tutto quello che avreste voluto sapere su...”, arricchita da ricostruzioni storiche, richiami bibliografici e appendici. L’autore, Marcello Pistolini, non è nuovo a questi argomenti “infernali”: laureato in Storia delle religioni con Gilberto Mazzoleni e interessato allo studio dei nuovi movimenti religiosi, ha discusso una tesi sui quattro cavalieri dell’Apocalisse di Giovanni.
Robert Mapplethorpe, Italian Devil, 1988, © Robert Mapplethorpe Foundation, via Guggenheim Collection


Della “Scuola romana di Storia delle religioni” l’autore eredita la schiettezza, l’onestà intellettuale e gli strumenti di metodo per indagare un fenomeno, la possessione demoniaca, che è ritenuto reale per fede. Più volte papa Benedetto XVI nel corso del suo pontificato ha parlato di Satana e del suo effetto nefasto sul mondo, affermando che “l’inferno esiste ed è eterno”, come riportato dal decano degli esorcisti italiani, Gabriele Amorth, in un volume del 2012.

Per libera scelta

Ma chi è il soggetto della possessione? Dai diavoli cinematografici a quelli letterari, il Satana che qui ci riguarda è quello della tradizione giudaico-cristiana, il “cherubino dalle ali distese” menzionato in Isaia: i demoni sono degli angeli caduti all’inizio dei tempi per non essersi voluti sottomettere a Dio e, di fatto, non averne riconosciuto l’unicità: “poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: / io sono un dio” (Ezechiele 28, 1-19); sono potenti, abili, ma non invincibili. Essi “rientrano nell’ordine della natura creata”, sostiene Tommaso nella Summa Theologiae, dunque esistono, operano su questo piano di realtà e la loro attività consiste nel fuorviare gli uomini dalla salvezza con menzogne e inganni. Secondo la dottrina cattolica, la storia umana è una continua e incessante lotta contro le potenze delle tenebre e il mondo intero è pervaso dalla presenza del diavolo e dalla sua azione.

La dominazione del male

Alle forme di potere esercitate dagli spiriti maligni sugli esseri umani si oppone un dettagliatissimo apparato liturgico. Il ministro di culto ordinato all’esorcismo deve essere uomo di grande esperienza ma umile, dotato di prudenza, integrità, compassione e una fede granitica; dovrà anche saper riconoscere il suo avversario, poiché i demoni sono molti tra cui Lucifero “figlio dell’aurora”, i biblici Shaitan l’“accusatore”, Asmodeo lo “spirito dell’ira”, Abaddon, Baal, Lilith, e inoltre una moltitudine di vere e proprie ipostasi del peccato come Perdizione, Rovina, Lussuria, Terrore, Insonnia... che insieme ad un’infinita di altre presenze popolano l’“inquietante mondo dell’invisibile”.

Strategie d’inganno

Di curiosità in curiosità, seguiamo passo dopo passo l’attività di un esorcista. La prima indagine consiste nell’escludere ogni causa razionale del disturbo, quindi definire l’azione del diavolo sull’essere umano, considerato che esistono diversi livelli di presenza demoniaca da “ordinaria” a “straordinaria”: la più blanda tentazione, l’ossessione, la soggezione, per arrivare infine alla possessione vera e propria, la forma più terribile dove la vittima non ha più alcun controllo sul proprio corpo. Ricercarne le cause può essere utile per il buon esito del rituale, ma non è facile: una maleficio, una colpa, un asservimento volontario, devianze di vario genere, tutto può concorrere a indurre un essere umano ad “aprire le porte a Satana”.

La grazia e la fede

Indagate, se possibile, le cause, è ora di mettere in atto tutte le operazioni necessarie al compimento del rituale. Dalle formule agli strumenti, l’inventario è dettagliato: gli oggetti più usati, ad esempio, cioè ritenuti avere maggiore effetto “repellente”, sono l’acqua, l’olio e il sale benedetti, inoltre croci e immagini sacre, meglio se raffiguranti la Vergine o Gesù. Ma attenzione, l’esorcista deve sempre ricordare che gli oggetti da soli non hanno alcun potere, con il rischio di cadere nella superstitio di un sistema meccanico di causa-effetto, bensì agiscono per la fede dell’officiante e per la grazia concessa da Dio, secondo quel “patto di lealtà” che la parola stessa indica: “fides per i Romani era soprattutto lealtà tra due soggetti”, si ricorda con le parole di Dario Sabbatucci dalla Prospettiva storico-religiosa, dove ciascun contraente, anche se uno umano e l’altro divino, ha degli obblighi reciproci.

Più volte si ammette, nel corso dell’esposizione, che l’argomento si è prestato a dibattiti e controversie. Alcune riguardano la “colpa” che può scatenare la possessione, inclusi i tatuaggi (il versamento volontario di sangue è usato nella stipula dei patti) o le lezioni di capoeira, come riportato in un circostanziato elenco di pratiche “che rappresentano percorsi spirituali non canonici”, e quindi considerate a rischio. E se pure è corso un brivido lungo la schiena... niente paura, lo scopo non è creare allarme ma presentare i diversi aspetti del fenomeno. Altro tema scottante è la posizione verso il ruolo delle donne, che più volte è stata criticata per maschilismo: l’uomo, infatti, è nella stragrande maggioranza dei casi la vittima della tentazione diabolica mentre la donna ne è lo strumento attivo attraverso il sesso, che dilagando senza controllo distrugge le famiglie e quindi le fondamenta stesse della società civile. Alle donne, ma non solo, è infine dedicato un capitolo sulle Streghe, nel senso ampio di “operatori dell’occulto” – veggenti, negromanti, indovini, spiritisti e tutto quel “sottobosco” magico di fronte al quale l’unico monito è: non dare niente per scontato.

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