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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Cassandra “menade frenetica” tra apollineo e dionisiaco

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Capacità profetica ispirata, seppure accompagnata dalla mancanza di affidabilità, follia, verginità, giovinezza e straordinaria bellezza. Cassandra, figlia di Priamo ed Ecuba, racchiude in sé tutti i tratti più peculiari dell’eroina, in particolare nelle versioni tragiche del V secolo di Eschilo (Agamennone) ed Euripide (Troiane), anche se il suo percorso e la configurazione del suo profilo mitico sono iniziati ben prima. Questi temi sono i motivi per cui la vicenda della principessa troiana ha goduto e gode di una fortuna ininterrotta fino ai nostri giorni, nell’arte come nella letteratura, che ne ricordano i principali episodi tra cui l’oltraggio compiuto da Aiace durante la presa di Troia e l’essere stata scelta da Agamennone come preda di guerra¹.

Si tratta di due percorsi interconnessi, la vicenda drammatica delle donne di Troia e quella di Cassandra concubina di Agamennone e vittima di Clitemnestra, una parthenos destinata al gamos ma che pure muore vergine, fin dalle fonti ome…

Februarius, il mese che non c’era

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La storia di febbraio è avvolta nell’ombra dei secoli. Fonti erudite classiche ammettevano che anticamente, sotto Romolo, i romani conoscessero soltanto dieci mesi, da Martius a December, a cui solo tra il VI e il V sec. aev il re “civilizzatore” Numa Pompilio aggiunse Ianuarius e Febriarius a seguito di quella che viene definita la riforma calendariale arcaica (o numana). In questo primo calendario, a sua volta probabile codificazione di sistemi differenti adottati dalle diverse comunità che vivevano sul suolo romano, l’inizio dell’anno è indicato in marzo e non in gennaio, come sarà con la riforma giuliana: marzo era, in tempi molto antichi, il primo mese dell’anno e, di conseguenza, febbraio chiudeva l’anno vecchio.

Ma perché la scelta di un capodanno cadeva proprio in questo mese? Se il capodanno di gennaio corrisponde a una crisi “cosmica” associata al solstizio d’inverno, se quello di luglio sancisce l’inizio del ciclo agrario dei cereali, quello di febbraio-marzo a cosa è dedic…

Il mondo magico islandese

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Si provi, per necessità puramente pragmatiche, a utilizzare il metodo delle classificazioni applicato allo studio delle scienze naturali al folto materiale folklorico islandese popolato da una moltitudine di troll, orchi, fantasmi e una varietà indefinita di esseri soprannaturali che non sempre incarnano inequivocabilmente le qualità del male o del bene. L’operazione sarà complessa e, come dimostrato da certi esempi che seguono, infruttuosa, a causa anche delle “nebbie del tempo” che ci separano dalla comprensione dei testi più antichi. Linneo ha assunto che l’uomo deriva dall’homo sapiens e appartiene alla specie animale, ma non altrettanto può dirsi dei personaggi di queste fiabe intrise di magia, i quali non fanno parte di alcuna specie perché risiedono ed esistono esclusivamente nell’immaginario umano che dà loro un nome e una sfera d’azione, li evoca, li racconta, li percepisce.

Linneo e le briglie delle categorieLa collezione di racconti folklorici Íslenzkar þjóðsögur og œvintýri

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