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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016

Atargatis, la Dea pesce

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Il suo nome è pronunciato in molti modi e significa ‘la dea (per eccellenza) ‘Ateh’, la cui radice ‘th compone anche i nomi di Astarte e Anat. Il suo santuario principale era a Hierapolis nel nord della Siria dove era venerata insieme al ‘dio barbuto’ Hadad, suo compagno. Da qui il suo culto si espande nel resto della Siria, nella Mesopotamia settentrionale e quindi in tutto l’Impero, dove è conosciuta come Dea Syria (H.J.W. Drijvers, Cults and Beliefs at Edessa, Brill Archive 1980, pp. 76 segg.). Divinità dalla natura altamente sincretica, nella figura di Atargatis si fondono antichi temi religiosi siro-palestinesi e iraqeni insieme a influenze anatoliche e hittite.


Religione e potere nella Grecia micenea

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Achei e Ioni erano i principali abitanti della penisola ellenica; si trattava di gruppi tribali formati in seguito alle migrazioni di genti indoeuropee, a partire dall’inizio del II millennio, e la fusione con le popolazioni indigene. “Micenea”, dal nome del più antico e più importante regno, è la cultura nata dai contatti tra le tribù elleniche e la raffinata civiltà cretese un secolo prima del suo declino; i micenei conobbero il più alto prestigio nel XIII sec. aev, periodo a cui risalirebbero gli eventi bellici scatenati dalle lotte per la supremazia sul mare Egeo e narrati nei poemi omerici (S. Scalabrella, La mitologia classica, Studium, 1989, pp. 19-24).

Non è accertata una effettiva continuità tra la religione micenea e quella greca, nonostante il fattore linguistico comune, così come la cesura sarebbe per alcuni persino “profonda e abissale” tra la religione greca arcaico-classica e quella ellenistica  del III-I sec. aev (cfr. W. Burkert su A. Brelich in La religione greca…

Storia di un povero diavolo. Il Belfagor di Machiavelli

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La novella umoristica di Belfagor arcidiavolo, scritta tra il 1512 e la fine degli anni ’20, inizia all’Inferno. Questo regno ordinato e sobrio, così lontano dalle chiassose pulsioni umane, viene scosso dalle continue lamentele dei dannati che si dolgono con i loro tormentatori per colpa delle donne, dalle quali affermano di essere stati rovinati.

Se ne meravigliano Minos e Radamante (insieme a Eco, sono i giudici nel mondo dei morti secondo la tradizione greca; Radamante compare già in Omero come governatore dei Campi Elisi; cfr A Homeric Dictionary), e “non potendo credere a queste calunnie” fanno rapporto a Plutone il quale raduna in consiglio tutti i prìncipi infernali, per esaminare la cosa.

Il Diavolo è un gentiluomo Plutone è l’Ade romano, sposo di Proserpina e fratello di Giove e Nettuno; “per celeste disposizione et fatale sorte (...) irrevocabile” è il sovrano di un regno che “è sempre vissuto senza infamia”, e affronta la questione con onesto e coscienzioso raziocinio: se …

La chiave per l’Inferno, manuale di magia

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Al linguaggio del mito piace giocare con le allusioni. Secondo un’antica tradizione danese, viveva un tempo un uomo comune, uno studente di nome Cipriano, gentile e persino ordinario se non fosse arrivato presso una ‘scuola nera’ in Norvegia dove fu impiegato da Satana in persona affinché mettesse in pratica i suoi insegnamenti e le sue straordinarie facoltà. Ma il suo cuore era puro, e gli ultimi anni della sua vita furono tormentati dal rimorso delle nefandezze compiute: allora scrisse un libro che spiegasse il male per poterlo conoscere e sottomettere, contenente esorcismi e istruzioni per evocare e assoggettare gli spiriti.



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