Post

Visualizzazione dei post da Novembre, 2017

Ishtar di Ninive

Immagine
Il culto di Ishtar accompagna l’intero corso dell’impero assiro, illuminandone in particolare i primi e gli ultimi secoli. Nella splendida Ninive, per molto tempo capitale del regno e che ne ha ospitato il palazzo, i principali luoghi di culto e l’Archivio reale, Ishtar occupa il ruolo privilegiato di compagna del dio Asshur, viene invocata dai re che si dichiarano suoi servi e celebrata in templi ricoperti d’oro.
La supplica di un re La più antica menzione di Ishtar a Ninive è contenuta nell’inno di Assurnasirpal, re neoassiro figlio di Shamshi-Raman (1800 ca aev), iscritto su una stele conservata nella biblioteca di Assurbanipal. Il re è malato, e chiede alla dea di mostrargli pietà; nell’esaltazione della dea, il tono è fervido ed esprime con profonda religiosità la fiducia estrema nella possibilità di una grazia, resa attraverso un registro drammatico e confidenziale, profondamente umano.
[Con queste] parole mi riferisco a lei,
madre di saggezza, signora di maestà,
colei che dimo…

Purché non se ne parli. Ridefinire storicamente il concetto di “setta”

È un caso (o forse non lo è) che nel giorno della morte di Charles Manson, committente dei delitti della “Family” che con termine giornalistico sicuramente abusato ma appropriato definiamo efferati, mi tornano sotto mano degli appunti sulle sette e su un (possibile) approccio a un argomento che ancora sembra non mettere d’accordo gli studiosi delle varie discipline interessate; diversamente da sociologi e psicologi, infatti, se ne astengono gli storici delle religioni, come non fosse argomento degno di legittimazione accademica, salvo rare, fortunate e poco indagate occasioni ‒ una fra tutte, la più nota, l’analisi di Dario Sabbatucci sulla Scientology, inquadramento storico-morfologico, ritenuta scomoda in quanto conferisce “dignità” di religione a quello che si vorrebbe sottostimare come culto o setta.

Non sarà questa la sede per affrontare i retroscena “esoterici” della Manson Family e di quell’America che meno di dieci anni dopo avrebbe prodotto il massacro di Jonestown, polverizz…

Salve o sacro Priapo, dio delle cose

Immagine
I suoi luoghi preferiti sono dove pascolano capre e pecore e dove si ode il ronzio delle api; antica divinità guerriera originaria delle colonie greche dell’Asia Minore, a Lampsaco è considerato figlio di Afrodite e Dioniso, e vi è venerato più di qualsiasi altro dio (Pausania, Descrizione della Grecia, 9.31.2). Altrove è detto figlio di Ermes (Igino, Fabulae, 160) o padre e figlio di Ermes allo stesso tempo (Epigrammata Graeca ex lapidibus collecta, 817).

La letteratura latina lo ritrae lascivo e spudorato al punto di aver attentato persino alla verginità di Vesta,addormentata dopo un banchetto, prima che il raglio di un asino la svegliasse (Ovidio, Fasti, Libro VI). Difficile evitare i suoi assalti: in un’altra occasione (Luciano di Samosata, Dialoghi marini, degli dèi e delle cortigiane) è il bel Dioniso oggetto delle sue attenzioni dopo un lauto banchetto, suscitando l’ilarità di Apollo il quale, se mai il dio buontempone dalla libidine incontrollabile osasse avvicinarglisi, promet…

Cosmologia e protesta politica, a Bali giovani artisti emergenti tra tradizione e modernità

Immagine
Due giovani artisti in mostra in questi giorni a Giacarta espongono, con stili e propositi diversi, opere legate agli aspetti religiosi della cultura balinese, che è il prodotto originale di un sincretismo tra elementi tradizionali di origine polinesiana, buddhismo tantrico e vahayana, alcune principali scuole hindu e culti particolari di derivazione indiana come quello di Ganesha, signore delle foreste.

Il primo evento è la mostra dal titolo Bali Cosmology: Aesthetic and Educative Art che si terrà dal 17 al 22 novembre a Giacarta, ospitata nei locali di Casa Luna di proprietà del presidente di una fondazione che, tra gli altri, patrocina lo Ubud Writers and Readers Festival. Vi saranno esposte le opere di un’intera giovane famiglia di artisti: Made Bayak, sua moglie Komang Kartika Dewi e il loro figlio di 11 anni, Damar Langit Timur. Made è un visual artist molto influente: nato nel 1980, è anche musicista e appassionato attivista a difesa dell’ambiente e le sue produzioni artistic…

Leggi anche

Più letti della settimana

Estratti di necromanzia pratica

Nata dalla Luna. Il mito di Lilith nella letteratura ebraica

La lunga storia di Moloch, Signore del fuoco

Vita e gesta del conte di Cagliostro

Tre preghiere romane