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Visualizzazione dei post da Luglio, 2018

Corpi di pietra. Il mito greco delle statue “viventi” attraverso tre testimonianze letterarie

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C’era un boschetto, e in esso una bellissima fonte d’acqua pura e limpida, e accanto a questa stava ritto un Narciso di marmo. Era un fanciullo, dell’età degli Amori, e irradiava bellezza risplendendo come folgore. [...] Non è possibile descrivere con parole come la pietra si fosse ammorbidita fino a sembrare fluida, e avesse prodotto quel corpo forzando la sua stessa sostanza: pur essendo infatti di natura molto duro, emanava una sensazione di mollezza, effondendosi in una sorta di tenue turgore. Teneva in mano anche una siringa, con la quale quel fanciullo soleva intonare melodie alle divinità pastorali, facendo riecheggiare di suoni gli spazi più deserti, quando lo prendeva il desiderio di intrecciare la sua voce a quella delle cetre sonore» (Callistrato, Statuarum descriptiones, 5, Narciso, trad. via Iconos).

Ogni forma artistica, come mezzo di espressione della comunicazione con il divino e il soprannaturale, risente del pensiero religioso e filosofico del suo …

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