Palmira, Tempio di Bêl, XIX secolo

L’antica città siriana di Palmira è oggi l’emblema di una devastazione folle e drammatica, che non è esaminabile in questa sede.

Duemila anni fa un’oasi

Vivace crocevia tra l’impero di Roma e quello persiano, fiorì in epoca tardo-ellenistica fino al III secolo dC. Sconfitta da Aureliano nel 272 dC, si arrese all’Islam nel 637 e conobbe un progressivo declino sotto la dinastia degli Abbasidi.

Bêl

Il Tempio di Bêl (Baal fenicio) era un vasto santuario di area quadrangolare, racchiuso tra alte mura orlate di portici interni, a cui si accedeva tramite un ampio viale di colonnati. La cella posta al centro della corte centrale era adorna di fregi raffiguranti spiriti alati che recano ghirlande di frutti; sui rilievi delle travi calcaree, su cui si potevano ancora scorgere tracce di pittura, erano rappresentati gli dèi di fronte a un altare sacrificale, e una processione di donne velate insieme a un dromedario che porta un’immagine drappeggiata sotto un baldacchino. Sul soffitto della cella nord vi era l’immagine del dio Bêl circondato dai pianeti e dai segni zodiacali.

Tempio di Bêl. Tutte le foto su Getty.edu

Una veduta di 150 anni fa

Queste foto del Tempio di Bêl sono state scattate da Louis Vignes (1831-1896), ammiraglio della Marina francese e appassionato fotografo agli albori della moderna archeologia, e stampate dal pittore e fotografo Charles Nègre.

Le foto di Palmira (47 in tutto) fanno parte della raccolta di stampe Views and Panoramas of Beirut and the Ruins of Palmyra acquisita di recente dal Getty Research Institute; con le parole del curatore Frances Terpak, “un raro documento di un patrimonio mondiale in una regione in crisi, che preserverà ai posteri la memoria della sua antica bellezza”.

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