Appunti di Storia delle Religioni

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Filippine, cercasi esorcisti disperatamente

Succede a Manila: l’Arcidiocesi lancia un allarme sulla mancanza di personale specializzato per coprire un numero crescente di richieste. Padre Jose Francisco Syquia, direttore dell’Arcidiocesi di Manila, esorcista, ha inviato alla conferenza dei vescovi delle Filippine una lettera dai toni preoccupanti per la carenza di personale nel suo ufficio, aperto nel 2006 e in piena attività. Sono in cinque, lui compreso, a gestire un territorio di 86 diocesi, dove, afferma Syquia: “i casi di possessione di persone e abitazioni sono aumentati esponenzialmente nelle ultime decadi, fino a un numero di 200 quest’anno”.

Goya, San Francesco Borgia e il morente impenitente, dettaglio. Via Wiki Commons


Le Filippine sono il Paese asiatico con il più alto numero di cattolici che costituiscono l’82-84% della popolazione; il 9% aderisce alle varie denominazioni protestanti, il 5% all’Islam e il restante, soprattutto nella comunità cinese, al Buddhismo e alle religioni tradizionali. La “cattolicizzazione” delle Filippine è conseguenza della colonizzazione spagnola del XVI secolo: i preti furono i nuovi intermediari tra gli uomini e il divino e la devozione ai santi sostituì quella agli spiriti e agli antenati. I musulmani, presenti dalla metà del ’300, si stanziarono principalmente sull’isola di Mindanao. L’occupazione inglese permise il radicarsi di missioni protestanti, soprattutto americane, e a fine ’800 si inizia ad aspirare all’indipendenza nazionale: la “religione dei dominatori” spagnoli perde consensi per tutto il secolo successivo, tanto da indurre la Chiesa a porvi rimedio, prendendo direttamente il controllo dei vasti patrimoni e incoraggiando i filippini a entrare nel clero. Oggi, riti ed eventi religiosi sono integrati nelle attività quotidiane e la chiesa entra nelle vite dei suoi fedeli in maniera personale e del tutto unica.

Non tutti gli spiriti, però, furono beatificati, perché si credeva ce ne fossero anche di pericolosi e negativi; secondo il pensiero magico e quello delle cosiddette popolazioni tradizionali, che ritengono il bene e il male ugualmente necessari all’ordine delle cose, un operatore rituale può intervenire sulla realtà attraverso la manipolazione di queste forze, inducendo effetti benefici o funesti. Nella stessa prospettiva il Cattolicesimo, nella pratica dell’esorcismo, ritiene il male “reale”, capace di intervenire effettivamente sul piano umano e di irrompere nella vita di tutti i giorni. Un’opinione, questa, condivisa sia dalle culture locali pre-coloniali che da quella, lontana, dei fervidi missionari spagnoli, e non stupisce che si incontrino proprio su questo terreno alimentandosi a vicenda.

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