India, governo e religioni per un dialogo di pace

Nel giro di pochi giorni il premier Narendra Modi ha ricevuto la delegazione di una prestigiosa scuola sufi e ha partecipato a un evento buddhista nel cuore spirituale dell’India per consolidare una linea moderata condivisa contro l’Islam più intransigente, soprattutto Wahabita e Salafita. Esprime soddisfazione la All Indian Ulema and Mashaikh Board (AIUMB), organizzazione che si propone di diffondere una visione pacifica del Sufismo sunnita. (continua a leggere)

Abu’l Hassan, Il sogno di Jahangir (dettaglio), c. 1618-1622.
Suf significa “lana”, il materiale della rozza tunica indossata dai primi asceti. Le prime menzioni del termine risalirebbero all’inizio del IX secolo, ma non compare né nelle collezioni di hadith (detti del Profeta) della fine dello stesso secolo né nel Al-Qamus (l’Oceano), un esteso dizionario arabo composto da un lessicografo nel tardo ’300.

Il misticismo Sufi prevede una esperienza diretta del divino, il completo annullamento dell’io in Allah; questo stato di totale liberazione (che, pur con delle sostanziali differenze, è stato identificato con il nirvana) si raggiunge attraverso l’estasi prodotta da una liturgia profondamente simbolica.

Per approfondire: A. Bausani, L’Islam, Garzanti 1979; Kashmir and Islamic Fundamentalism in India, Pakistan Horizon N. 56, vol. 3, 2003.


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