L’ombra della magia sul Partito comunista cinese

Quando ha assunto la direzione del Partito nel 2012 per diventare l’anno successivo presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping ha promosso una maxi inchiesta sulla corruzione che ha portato fino ad ora all’arresto di dozzine di ufficiali. Tra i risvolti della vicenda, un inaspettato intreccio tra il mondo della politica e quello, controverso e molto fiorente, di indovini, maghi e guaritori. Fonti anonime interne al Governo e vicine alla leadership ne hanno rivelato alcuni particolari.



Una riunione segreta

Lo scorso anno, alcuni ufficiali si sono riuniti nella sala di un ristorante di Pechino per incontrare un famoso indovino e farsi predire il futuro. Il tutto si è svolto nel più assoluto anonimato: è noto come la Rivoluzione culturale di Mao Tse Tung abbia disincentivato le pratiche tradizionali definendole superstiziose e dannose per lo sviluppo del Paese, sostituendole con una ideologia materialista incarnata nel Partito di regime; una posizione simile a quella che Stalin assunse nei confronti delle culture sciamaniche delle popolazioni dell’Asia sub-artica. Dagli anni ’70 tuttavia questo forzato ateismo è andato perdendo consensi in favore di un crescente bisogno di “spiritualità”; l’esercizio dei culti non è più ostacolato, nonostante il Governo mantenga un formale distacco e cerchi di esercitare uno stretto controllo sulle religioni e le Chiese.

I culti tradizionali

Rappresentano il 20% della religione cinese con 55 minoranze riconosciute, sono molto diffusi e convivono con il Taoismo, il Buddhismo e il Confucianesimo. Si tratta di religioni rurali che celebrano la pioggia e la fertilità riconoscendoli nel Cielo e nella Terra e praticano il culto dei morti; l’importanza dell’aspetto divinatorio è confermata dall’antichità di reperti che risalgono alla prima dinastia conosciuta, regnante tra il XVIII e l’XI secolo aev. Oggi, dopo decenni di propaganda, antiche arti come il feng shui l’antica tradizione geomantica di orientare gli oggetti di uno spazio abitativo in armonia con gli elementi – sembrano godere di un crescente supporto da parte delle élites.

Sacro e profano

Nel corso di un’inchiesta per corruzione che ha avuto inizio nel 2012, l’ex capo della sicurezza Zhou Yongkang è stato accusato di aver venduto segreti di Stato per saldare i suoi debiti con Cao Yongzheng, stregone e guaritore conosciuto come “il saggio del Sinkiang” con cui Zhou avrebbe condotto affari personali nella provincia dove allora prestava servizio. Dal giorno del processo, lo scorso aprile, non è pervenuto alcun verdetto e non è stato concesso all’accusato di presentare la pubblica difesa. Altre accuse come l’abuso di potere sono state avanzate ad ex colleghi di Zhou, come lui coinvolti con il mago.

Tempi difficili

In momenti di difficoltà è pur lecito rivolgersi alla magia per placare gli antenati o scrutare oltre l’incertezza della propria sorte, ammettono le persone coinvolte. Ma il Partito invita alla prudenza nell’affidarsi a stregoni e profeti che promettono miracoli – un quotidiano nazionale ha stimato che il loro numero si è moltiplicato in maniera incontrollabile negli ultimi anni; infine, non nasconde di temere minacce all’ordine pubblico se si scatenasse il panico, ad esempio, per una predizione nefasta.

Il crescente interesse per le cosiddette superstizioni da parte di molti esponenti politici tradirebbe il fallimento dell’ideologia materialista che il regime ha sostenuto per oltre 60 anni, secondo quanto espresso dal quotidiano indipendente cinese The Epoch Times.

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